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La Fenice Costruzioni / News / Casa Italia, oggi la prima riunione del dipartimento per la prevenzione

CASA ITALIA, OGGI LA PRIMA RIUNIONE DEL DIPARTIMENTO PER LA PREVENZIONE

La struttura di Palazzo Chigi, guidata da Giovanni Azzone, si occuperà di prevenzione sismica, dissesto idrogeologico, beni culturali, scuole e periferie.

06/09/2016 - In arrivo un Dipartimento per la prevenzione. Sarà il braccio operativo del piano Casa Italia e lavorerà presso Palazzo Chigi per mettere a sistema una serie di interventi, dalla mitigazione del rischio sismico alle riqualificazione delle periferie.

Se ne parlerà oggi a Palazzo Chigi, come annunciato dal neo-project manager del progetto Casa Italia e rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone, nominato da poco dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per guidare il Paese dalla cultura dell’emergenza ad un piano organico di prevenzione e messa in sicurezza.

Casa Italia, via alle consultazioni

Si svolgeranno in mattinata gli incontri con istituzioni, organizzazioni professionali, associazioni imprenditoriali, sindacali e ambientaliste, che daranno un contributo all’elaborazione del progetto “Casa Italia”. Presenti il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, e il Rettore del Politecnico di Milano Giovanni Azzone.

I primi ad essere ascoltati saranno gli Enti locali (ANCI, UPI, Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province Autonome). Sarà poi la volta dei rappresentanti di Università, Enti di ricerca e professionisti (Istituto Nazionale di Urbanistica, Consiglio Nazionale degli Architetti, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, Consiglio Nazionale dei Geologi, Società Geologica Italiana, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, CNR, ENEA, ISPRA, CRUI, Conferenza Nazionale dei Presidenti e dei Direttori delle Strutture Universitarie di Scienze e Tecnologie, Conferenza Presidi delle Facoltà di Architettura, Conferenza Presidi delle Facoltà di Ingegneria, Ricerca sul Sistema Energetico (RSE). Seguiranno gli incontri con associazioni di categoria e sindacati (Confindustria, Ance, Confapi, Confedilizia, Assoimmobiliare, Alleanza Cooperative Italiane, Rete Imprese Italia, CGIL, CISL, UIL, UGL). Saranno infine sentite le associazioni (Forum Terzo Settore, Legambiente, WWF, Italia Nostra).

Casa Italia e il Dipartimento per la prevenzione

Da Azzone il primo chiarimento: “Casa Italia non ha nulla a che fare con la ricostruzione post sisma. Per quello ci sono delle competenze già al lavoro”.

“L’obiettivo – ha spiegato – è creare un dipartimento presso la presidenza del Consiglio che si occupi di fare prevenzione sul territorio italiano ed evitare che altri terremoti si rivelino tragedie come quella di Amatrice”.

Per raggiungerlo, Azzone ha spiegato la strategia del piano casa Italia: “mettere a sistema i diversi interventi in tema di prevenzione su temi, diciamo più hard, come il rischio sismico e più soft come, ad esempio, quello delle periferie”. “A oggi – ha sottolineato - ci sono tutta una serie di normative e finanziamenti ma non sempre intervengono in modo integrato”. Per iniziare, il piano Casa Italia potrà contare su circa 12 miliardi di euro. Come dichiarato da Azzone nei giorni scorsi in una intervista al Sole24Ore, si partirà dalle risorse già stanziate per dissesto idrogeologico (5 miliardi), scuole (5 miliardi), cultura (un miliardo) e periferie (700 milioni).

Oggi il primo incontro per impostare il lavoro e iniziare ad ascoltare tutti coloro che sui temi della prevenzione operano e hanno operato. “Consulteremo tutti – ha assicurato il project manager - dalla conferenza dei rettori ai sindacati al Cnr, alla conferenza dei presidi delle facoltà di ingegneria per evitare di scoprire l'acqua calda”.

All’inizio, ha annunciato Azzone, “il progetto Casa Italia avrà una struttura snella, diciamo che sarà una sorta di start up, in 12-18 mesi l'idea poi è quella di creare un dipartimento prevenzione presso la presidenza del Consiglio”.

Casa Italia, approccio integrato

“Dopo questo primo giro di tavolo si farà un piano di lavoro – ha dichiarato Azzone - sicuramente ci sarà una interlocuzione con Renzo Piano perché una delle cose che attraversa tutti i temi su cui interverremo è la qualità dell'abitare. Dobbiamo fare in modo che gli interventi siano il meno possibile invasivi sulla vita delle persone. E su questo il contributo di idee di Renzo Piano è fondamentale”.

“Non possiamo agire subito su tutto perché rischieremo di girare a vuoto – ha spiegato - Abbiamo individuato una prima fase, circoscritta a cinque temi: prevenzione sismica, dissesto idrogeologico, beni culturali, edilizia scolastica e periferie, dove ci sono programmi in corso”.

“L'esigenza è chiara, ma il progetto non c'è ancora, evidentemente. Va costruito” ha aggiunto. “Posso dire – ha concluso - quali sono gli obiettivi e quello che stiamo cercando di costruire: fare in modo che, se per esempio ho un problema di rischio sismico o idrogeologico che può toccare una scuola, questo problema può essere toccato da tutti e tre gli interventi. L'obiettivo è fare in modo che questi diversi progetti interagiscono tra di loro”.

FONTE EDILPORTALE.COM

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